Alla Ministra senza laurea, di rosso è rimasta solo la tinta

Sulla sua pagina ufficiale esordisce cosi: Sono nata a Treviglio (Bg) il 29 luglio 1949. Sono cresciuta in provincia, in un territorio operoso e attivo. Finite le scuole mi sono trasferita a Milano per iscrivermi dove ho conseguito il diploma di laurea in Scienze Sociali, presso UNSAS. In quegli anni ho incontrato il movimento studentesco, il femminismo e poi la Cgil. La passione politica, la voglia di battersi per le donne e per il cambiamento democratico erano già parte di me.

Il nuovo Ministro all’istruzione in realtà la laurea non l’ha mai conseguita, il suo titolo è stato conseguito ad una scuola per assistenti sociali, quindi la domanda nasce spontanea: in un mondo dove sembra contino solo i titoli vale la pena farsi “il mazzo” all’università se poi il ministro che ne ha le responsabilità politiche non si è mai laureato? Purtroppo non so darmi una risposta, ma forse un ministro dell’istruzione senza laurea non è poi tanto inadeguato in Italia, in fondo basta accedere nella stragrande maggioranza delle università pubbliche per percepire con mano il basso livello qualitativo offerto, le decine di corsi di laurea inutili, creati ad hoc solo per far cassa o regalare qualche cattedra, l’incapacità della maggior parte del personale tecnico amministrativo, l’arroganza di alcuni professori, sarà mica un caso che esiste la cosiddetta “fuga dei cervelli”; è nell’ordine naturale delle cose che chi ha cervello si trasferisca in un paese dove è più probabile possa ambire ad un futuro migliore, lasciando campo libero nel nostro paese agli ignoranti e ai mediocri, con buona pace dei pochi buoni che riescono ancora a resistere. Come diceva una vecchia pubblicità del 1988 “per dipingere una parete grande non serve un pennello grande, ma un grande pennello”, ne consegue che in un paese grande ma mediocre non serve un grande Ministro ma uno mediocre.

Valeria Fedeli, sindacalista del tessile, di dichiarata estrazione di sinistra mi chiedo quali competenze abbia maturato per fare il Ministro dell’istruzione, per quello che leggo nella biografia del suo sito la nuova Ministra sta all’istruzione come Oronzo Canà sta al calcio. Pretendiamo dalle nuove generazioni, che abbiano una formazione accademica, che acquisiscano competenze, che sappiano parlare in modo fluido almeno due lingue straniere, per poi lasciare il timone della baracca a chi in vita sua sembra che abbia fatto tutto che poi nella realtà corrisponde a niente.